23 August 2016

Mostra fotografica “Villar Dora, ritorno al futuro”

Il Gruppo Culturale Villardorese, in collaborazione con il Gruppo Fotografico “Amici 91”, ha presentato la mostra “Villar Dora, ritorno al futuro” – Immagini dal passato al presente di Villar Dora.
L’esposizione è stata aperta presso il salone della Soc. Cooperativa il 14, 15, 16, 17, 23 e 24 agosto 2014. Si ringraziano i cittadini di Villar Dora che hanno contribuito all’iniziativa. Il progetto è stato realizzato con il contributo del Fondo Speciale per il Volontariato in Piemonte – Centro Servizi V.S.S.P.

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Borgata Baratta

Borgata Borgionera e San Martino

Borgata Calliero

Borgata Merlo

Zona campo sportivo

Castello

Chiesa parrocchiale e piazza
La Chiesa ha origini molto antiche: pare provato che venne fondata prima dell’invasione dei Saraceni, verso l’VIII secolo d.C., dai monaci benedettini dell’Abbazia della Novalesa. Il titolo di “Priore” con il quale è designato il parroco del Villar potrebbe essere una conferma di questa origine monastica della chiesa stessa. Di fatto la Parrocchia pagava le decime alla Novalesa. A sinistra della chiesa sorgeva nel 1700 una casa che ospitava una confraternita di carità, ancora ricordata dal Casalis alla metà dell’Ottocento come un’istituzione che soccorreva “i malati poveri a domicilio”.
La chiesa, edificata originariamente in stile romanico, venne parzialmente ricostruita nel 1675 e nuovamente restaurata nel 1830. Altri restauri vennero eseguiti nel 1937 dal Priore Don Oreste Caramello, con ulteriori interventi negli anni ’60. Il rifacimento della pavimentazione interna portò al ritrovamento di alcune tombe, una delle quali, di fronte all’altare maggiore, accoglieva nei secoli passati i defunti di Casa Provana (già feudatari del Villar).

Società Cooperativa

Fabbrica valigie Badone

Fornace

La Madonnina (incrocio tra via Almese e via S. Ambrogio)

Borgate Montecomposto e Bert

Municipio e piazza San Rocco
Nelle immagini più vecchie si può notare la macelleria sul lato ovest della piazza (negli anni ’50 venne spostata sul lato opposto) e il rivestimento elegante in pietra dell’edificio d’angolo con Via Fortunato Perino, che forma una specie di portico. Vi si trovava una trattoria, edificata dall’ex carabiniere Felice Richetto, che la gestì per molti anni. Successivamente gli subentrò Domenico Canetti, che vi unì una rivendita di generi alimentari.
Fino agli anni ’20, sulla facciata del Municipio si leggeva la scritta “Palazzo Municipale di Villar Dora 1885”. Sulla stessa parete era collocata la lapide posta dopo la fine della prima Guerra Mondiale, fatta successivamente rimuovere dal regime fascista, che la sostituì con un’altra nel 1926. Nel locale in basso a sinistra dell’edificio vi era originariamente il tabaccaio di Villar Dora, (allora Edoardo Genta), successivamente trasferitosi in Via Almese. Vi subentrò Francesco Motatto, sarto e barbiere che, probabilmente, occupava il locale con la scritta “Parrucchiere” visibile nella terza foto sulla destra. Sulla facciata del municipio era dipinto lo stemma di casa Savoia.
L’attigua Cappella di San Rocco fu probabilmente edificata alla fine dell’epidemia di peste del Seicento. La dedica a S. Rocco, tradizionale protettore dalle malattie epidemiche e la scritta “in peste patronus” leggibile nella chiesetta sembrano supportare tale ipotesi.

Panorami

Piazza del Rio
La vecchia piazza era molto più piccola di quella attuale ed era attraversata dal rio Vindrola, sul quale c’era un ponte da cui partivano via Suppo e la strada verso borgata Calliero. Nel 1949 la piazza fu ampliata con la copertura del Rio. La fontana al centro venne accostata al muro di cinta della casa Bruno (a sinistra) dove rimase attiva fino alla costruzione dell’attuale lavatoio negli anni ’60. I lavori vennero effettuati dai cittadini stessi con il sistema delle “reuide” (corvées). Ogni cittadino, volontariamente, si impegnava a prestare, per lavori di pubblico interesse, un certo numero di giornate lavorative. L’edificio della cappella sconsacrata, ristrutturato nel 1974 e poi venduto, attualmente è abitato. La costruzione a forma di parallelepipedo adiacente al muro serviva come sedile per i contadini che si fermavano a riposarsi mentre trasportavano le pesanti gerle colme di foglie o di fieno sulle spalle. Sul lato nord della piazza sorge casa Bruno. Risalente al XVII secolo, essa prende il nome dal Dott. Felice Bruno (1847-1925) che fu per molti anni medico di Villar Dora. L’ultimo piano della casa fu adibito, forse fin dal Settecento, all’allevamento dei bachi da seta. Una figlia del Dott. Bruno, andata in Francia, sposò un certo sig. Tropini, immigrato del cuneese, perciò la casa è nota anche come “Casa Tropini”.

Piloni

Prato del pozzo

Rocca Sella

San Pancrazio
La cappella di San Pancrazio sul pianoro della Seja. In origine, al suo posto vi era un pilone votivo a pianta quadrata, ingrandito successivamente con l’aggiunta di un secondo corpo. Al suo interno è possibile ammirare alcuni affreschi del Quattrocento e del Cinquecento, raffiguranti la Vergine in trono con il Bambino e i Santi Giovanni Evangelista e Pancrazio. Sui muri laterali sono dipinti altri Santi, a sinistra un vescovo, forse San Giovanni Vincenzo, l’eremita della vicina Celle, già vescovo di Ravenna, e San Bernardino. Un elemento che ci consente una datazione più precisa è rappresentato dallo stemma Provana dipinto a destra della figura di S, Giovanni Evangelista. Il tralcio di vite dei Provana è inquartato con la colonna dell’omonima famiglia romana, concessione accordata nel 1418; probabilmente fu quindi in questi anni che i Provana fecero eseguire queste pitture in onore di S. Pancrazio.

Scuole elementari

Collina della Seja

Torre del Colle
La Torre, dai merli guelfi, fu edificata alla fine del XIII secolo. Ha la porta d’ingresso a sei metri da terra e vi si entrava con una scala a mano che poi i difensori ritiravano all’interno. La Torre del Colle poteva segnalare l’avvicinarsi del nemico al Castello perchè comunicava per via ottica (con segnali fatti col sole riflesso e col fuoco) tanto con il Castello di Condove e di san Giorio che con la Torre di Buttigliera. Ai suoi piedi sorgeva la Chiesetta romanica di san Lorenzo, ormai scomparsa. Nel “Dizionario Statistico-Geografico degli Stati Sardi del Casalis (edito nel 1854) a pag. 489 del vol. XXV alla voce Villar Almese si legge: “…In altro sito avvi una torre antichissima e poco lungi da essa veggonsi alcuni ruderi di un edificio, che secondo una local tradizione, era un tempio del gentilesimo”. Trattasi in realtà di una antichissima cappella che sorgeva sul Colle, tra la Torre e la “strada vetera”, la vecchia strada delle Gallie che di qui scendeva a Novaretto, ricordata nel documento del 21 agosto 1287, dove è chiamata la vecchia chiesa “de Sancto Laurencium”, fatta risalire da alcuni studiosi ad epoca decisamente anteriore al Mille ed alla costruzione della vicina Torre. Secondo un’antica leggenda, tra la Torre del Colle ed il castello esiste un passaggio sotterraneo, a metà del quale sasrtebbe stato sistemato un ampio locale, la cosiddetta “stanza del tesoro”, che da secoli è in attesa del suo scopritore…

Vecchio asilo

Via Almese

Via Fortunato Perino

Piotere

Via Roma e Ca’n Borgion

Via Sant’Ambrogio

Via Sant’Anastasio
Nella prima immagine si vede il corteo per i festeggiamenti del restaurato Comune di Villar Dora nel 1955. Occorre ricordare che nel 1928 il governo fascista aveva avviato un processo di accorpamento tra piccoli comuni. Villar Dora fu una delle vittime di questo provvedimento. Nell’immediato dopoguerra, il desiderio dei Villardoresi di ridivenire Comune autonomo venne tradotto in realtà da un Comitato composto da: Martino Franchino, Giuseppe Coletto, Don Oreste Caramello, Felice Richetto, Gaspare Coletto, Edoardo Ferrero, Mario Richetto, Giuseppe Ferrero, Crescentino Grande, Ladino Adorno. Il Comitato cominciò ad operare nel 1947, ma soltanto nel 1953 divenne possibile ristabilire i comuni soppressi dal regime fascista minori di tremila abitanti, come Villar Dora. Furono necessarie attive pressioni del Comitato perchè si giungesse, l’11 aprile 1955, alla firma, da parte del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, del decreto n. 499 che recitava: “È ricostituito il Comune di Villar Dora”. Nel corteo che sfilò per le vie del paese per celebrare l’avvenimento, c’erano le bandiere della Società Cooperativa portata da Fedele Borgione, quella della locale sezione del PCI, portata da Ettore Ferrero e quella del PSI, portata da Michele Gallo. Seguiva la bandiera della Banda Musicale che vediamo in questa foto. Si riconoscono: Giuseppe Perotto, Franchino Remo, Ferrero Ferruccio e Franchino Martino e Blandino Vincenzo. Portabandiera: Baratta Giovanni.

Vicolo Genta