Mostra fotografica “Villar Dora, ritorno al futuro”

Il Gruppo Culturale Villardorese, in collaborazione con il Gruppo Fotografico “Amici 91”, ha presentato la mostra “Villar Dora, ritorno al futuro” – Immagini dal passato al presente di Villar Dora. Lo scopo è stato quello di confrontare gli stessi luoghi del paese nel passato e al giorno d’oggi, tramite le immagini ritrovate negli archivi e nelle collezioni dei nostri soci e dei nostri concittadini.

L’esposizione è stata aperta presso il salone della Soc. Cooperativa il 14, 15, 16, 17, 23 e 24 agosto 2014. Si ringraziano i cittadini di Villar Dora che hanno contribuito all’iniziativa. Il progetto è stato realizzato con il contributo del Fondo Speciale per il Volontariato in Piemonte – Centro Servizi V.S.S.P.

In questa pagina potete visitare la mostra virtuale, che comprende tutte le immagini esposte nella mostra del 2014 con le loro didascalie.

Castello

Anni ’20: Veduta antica del castello
2014: Il castello non ha subìto sostanziali cambiamenti negli ultimi 80-90 anni
Anni ’40: Rara cartolina del castello visto da Borgata Merlo in falsi colori
2014: Prospettiva odierna della foto precedente
Anni ’30: Il castello immerso in una fitta vegetazione
2014: Prospettiva odierna della foto precedente

Borgata Baratta

Anni ’80: Cippo commemorativo dell’assassinio di Luigi Baratta da parte dei fascisti nel 1922. Vi si legge la dedica: A Luigi Baratta – i suoi Compagni
2014: Il cippo di borgata Baratta

Borgata Borgionera e San Martino

1926: Festa d’inaugurazione della Cappella di San Martino. Si dice che una delle campane provenga dall’antica chiesa di San Lorenzo di Torre del Colle, oggi distrutta
Anni ’50: Si riconoscono: Marcellina e Rinaldo Bertolo, Aldo Giorda, Aventino Gotto, Giuseppe Bertolo, sua moglie Nunziata, Domenica e Dosina Giorda, Giovanni Franchino, Gina Richetto, Aldo Motatto e il piccolo Leonardo Chiariglione
Anni ’70: La cappella e l’orfanotrofio del S. Natale. In quegli anni, le suore dell’Orfanotrofio portavano d’estate le ragazze da Torino a villeggiare in collina (prima ancora in Borgata Andruino).
Anni ’70: La Cappella di San Martino
Anni ’80: Festa di San Martino
2014: Spazio antistante la chiesa di San Martino
2014: La chiesa di San Martino

Borgata Calliero

Anni ’70: L’inizio di via Calliero, guardando verso Piazza del Rio
2014: Borgata Calliero oggi

Borgata Merlo

Anni ’50: Antica casa con affreschi (casa Motatto)
2014: La stessa casa di Borgata Merlo

Zona campo sportivo

Anni ’50: Vista dal campo sportivo. Una volta, sul campanile non c’era l’orologio rivolto verso Almese, perchè non si voleva mostrare l’ora agli Almesini a causa di vecchie rivalità col paese confinante
2014: L’orologio è ora presente anche sul lato di Almese…

Chiesa parrocchiale e piazza della chiesa

La Chiesa ha origini molto antiche: pare provato che venne fondata prima dell’invasione dei Saraceni, verso l’VIII secolo d.C., dai monaci benedettini dell’Abbazia della Novalesa.

Il titolo di “Priore” con il quale è designato il parroco del Villar potrebbe essere una conferma di questa origine monastica della chiesa stessa. Di fatto la Parrocchia pagava le decime alla Novalesa. A sinistra della chiesa sorgeva nel 1700 una casa che ospitava una confraternita di carità, ancora ricordata dal Casalis alla metà dell’Ottocento come un’istituzione che soccorreva “i malati poveri a domicilio”.

La chiesa, edificata originariamente in stile romanico, venne parzialmente ricostruita nel 1675 e nuovamente restaurata nel 1830. Altri restauri vennero eseguiti nel 1937 dal Priore Don Oreste Caramello, con ulteriori interventi negli anni ’60. Il rifacimento della pavimentazione interna portò al ritrovamento di alcune tombe, una delle quali, di fronte all’altare maggiore, accoglieva nei secoli passati i defunti di Casa Provana (già feudatari del Villar).

Inizio ‘900: Piazza della Chiesa guardando verso Via Merlo. Sulla destra c’è la casa in cui nacque Don Aventino, per molti anni parroco di Borgone e direttore de La Valsusa. A lato della via Merlo, scorreva a cielo aperto il rio Marchetti, poi coperto con un lavatoio
2014: Piazza della Chiesa guardando verso Via Merlo
Anni ’30: L’uscita dalla Messa
2014: L’area all’esterno della chiesa
Anni ’30: Chiesa parrocchiale e strada di accesso al Castello
Anni ’30: Chiesa parrocchiale e strada di accesso al Castello
2014: Chiesa parrocchiale e strada di accesso al Castello
Anni ’30: Interno della Chiesa ancora privo di affreschi. Mancava anche il pulpito dal lato sinistro. Fu il Priore Don Oreste Caramello a far affrescare l’interno della Chiesa dopo il suo ingresso nel 1934. Gli affreschi furono opera di Cornelio Borgione, che li realizzò negli anni 1946-47
2014: L’interno della chiesa
2014: Piazza con lavatoio e fontana
2014: L’angolo dell’ex lavatoio
Anni ’50: Il negozio di Maria ‘d piasa, aperto dal 1945 al 1963
Anni ’60: La Chiesa vista dalla strada che porta al castello
2014: La foto precedente ripresa dalla stessa prospettiva, con il Mont Curt sullo sfondo

Società Cooperativa

1932: Festa della Società Cooperativa
2014: Festa davanti alla Società Cooperativa
anni ’50: L’antica sede della Cooperativa, ex cantina Perino
2014: La foto precedente ripresa dalla stessa prospettiva
anni ’50: L’ingresso alla vecchia sede della Società di Mutuo Soccorso all’inizio di Via Almese
OGGI: La vecchia sede della Società di Mutuo Soccorso è ora un’abitazione privata
1954: La Banda Musicale davanti alla Cooperativa in occasione della festa di San Rocco del 1954. In secondo piano c’è la “botteghina”, negozio di mercerie, stoffe ecc., diventato poi negozio di materiale elettrico
2014: Oltre la Botteghina, anche il vecchio negozio della Società Cooperativa ha chiuso per lasciare posto ad una banca
anni ’80: I campi da bocce della Società Cooperativa
2014: Dove sorgeva il campo da bocce principale adesso vi è un parcheggio

Fabbrica valigie Badone

anni ’40: Operaie al lavoro nella fabbrica Badone
anni ’40: La fabbrica Badone
2014: Piazza della Resistenza, area dell’ex fabbrica Badone

Fornace

Anni ’30: La fornace in un dipinto del pittore Gabriele Girardi
Anni ’30: Panorama della fornace con ciminiera
Anni ’30: Gruppo di operaie che lavoravano nella fornace. Si riconoscono: Irma Forneris, Bianca Franchino, Piera Baratta e Vincenzina Coletto
Anni ’30: Lavoratori della fornace.
Anni ’30: Gerarchi fascisti in visita alla fornace
Anni ’50: Laghetto nei pressi della fornace
2014: Laghetto nell’area dell’ex fornace
2014: L’area dell’ex fornace
2014: L’area dell’ex fornace (piazza dei donatori di sangue)

La “Madonin-a” (incrocio tra via Almese e via S. Ambrogio)

1928: L’edificio con archi è la vecchia sede della Società di Mutuo Soccorso. Nella casa all’estrema sinistra c’era un negozio per la vendita e la riparazione delle biciclette. Il titolare si chiamava Luigi Giai. Prima ancora, dalla fine dell’800 fino al 1924, l’edificio era stato la sede della Scuola di Musica della Banda Musicale.
Anni ’30: L’incrocio della “Madonnina” con il lato sinistro della strada, il negozio della Coop e il peso pubblico. Fino al 1911 il peso si trovava davanti al vecchio asilo, poi fu spostato davanti alla Cooperativa, dove rimase in funzione fino agli anni ’90.
Anni ’30: La nicchia con la statua della Madonna era presente su due lati: Via Almese e Via San Vincenzo. A sinistra c’era un muro che delimitava Prato del Pozzo
Anni ’30: L’incrocio quando non era ancora ben definito il punto d’incontro tra Via S. Ambrogio e Via Almese. Su entrambi i lati dell’angolo è presente una nicchia con la statua della Madonna. Nei pressi c’era il campo da bocce della vecchia sede della Società Operaia. Sotto la bassa tettoia al centro della foto c’era un déhors con tavolini e sedie.
Non databile con certezza: L’incrocio con la nicchia e Via Almese
Non databile con certezza: La nicchia in Via Almese è sparita, al suo posto c’è la finestra di un negozio.
2014: Il castello visto dall’incrocio della Madonnina
2014: L’incrocio della Madonnina

Borgate Montecomposto e Bert

Anni ’50: Vecchio panorama da Montecomposto
2014: Panorama attuale da Montecomposto
Anni ’60: Trattoria Belvedere (foto in falsi colori)
Anni ’60: Trattoria Belvedere
2014: L’ex trattoria Belvedere.
Anni ’70: Vecchio scorcio di borgata Bert
1975: La Cappella di Santa Lucia a Montecomposto, sulla mulattiera vicino a Villa Taglia. La chiesetta fu ristrutturata dai volontari della borgata su invito di Don Bar.
2014: La Cappella di Santa Lucia

Municipio e piazza San Rocco

Nelle immagini più vecchie si può notare la macelleria sul lato ovest della piazza (negli anni ’50 venne spostata sul lato opposto) e il rivestimento elegante in pietra dell’edificio d’angolo con Via Fortunato Perino, che forma una specie di portico. Vi si trovava una trattoria, edificata dall’ex carabiniere Felice Richetto, che la gestì per molti anni. Successivamente gli subentrò Domenico Canetti, che vi unì una rivendita di generi alimentari.

Fino agli anni ’20, sulla facciata del Municipio si leggeva la scritta “Palazzo Municipale di Villar Dora 1885”. Sulla stessa parete era collocata la lapide posta dopo la fine della prima Guerra Mondiale, fatta successivamente rimuovere dal regime fascista, che la sostituì con un’altra nel 1926.

Nel locale in basso a sinistra dell’edificio vi era originariamente il tabaccaio di Villar Dora, (allora Edoardo Genta), successivamente trasferitosi in Via Almese. Vi subentrò Francesco Motatto, sarto e barbiere che, probabilmente, occupava il locale con la scritta “Parrucchiere” visibile nella terza foto sulla destra. Sulla facciata del municipio era dipinto lo stemma di casa Savoia.

L’attigua Cappella di San Rocco fu probabilmente edificata alla fine dell’epidemia di peste del Seicento. La dedica a S. Rocco, tradizionale protettore dalle malattie epidemiche e la scritta “in peste patronus” leggibile nella chiesetta sembrano supportare tale ipotesi.

Fine ‘800: Piazza San Rocco con grano steso a seccare
Anni ’20: Uomini davanti al Municipio
Anni ’20: La piazza con donne e bambine.
Anni ’20: La scritta è diventata “Municipio”
Anni ’20: Dalla piazza, guardando verso il castello. A destra della Cappella di San Rocco, nel sottoscala, c’era un negozio di commestibili gestito dalla Sig.ra Vigia Genta
1926: Cerimonia davanti al Municipio per la posa della lapide in onore dei Caduti della Prima Guerra Mondiale nel 1926
1927: Raduno di folla per il Cinquantenario della Società Cooperativa (fondata nel 1882). I sei signori con il diploma sono i soci fondatori: Giuseppe Bessone, Antonio Calliero, Antonio Baudo, Stefano Richetto, Marcellino Perino, Angelo Giorda
Anni ’30: Gruppo di scolari in Piazza San Rocco. Alle loro spalle, la “Trattoria della Piazza”. Si riconoscono: Sergio Coletto, Elio Calliero, Lucilla Coletto, Carla Calliero, Mirella Bugnone, Luigina Calliero, Alma Calliero e Carlo Vindrola
Anni ’30: Quando il Comune di Villar Dora viene accorpato a quello di Almese (1927), il Municipio diventa sede delle scuole elementari. Si trovano qui le classi 3, 4 e 5, mentre la 1 e la 2 sono ancora nelle vecchie scuole di Via Merlo.
1935: Negli anni ’30 Villar Dora era ormai stata ridotta dal regime fascista a frazione di Almese. L’ex casa comunale era stata adibita a scuola elementare
Anni ’40: Un vecchio muro che delimitava la piazza. Sono ancora presenti tracce delle scritte: “Viva 113ª” (brigata), “Viva Toiu” (Vittorio Blandino), “Viva i GAP” e, dopo la Liberazione, “Viva i SAP”
Anni ’40: Uno sguardo dall’alto di Piazza San Rocco. La didascalia riporta erroneamente “Borgo Richetto”
1945: Corteo nel giorno della Liberazione nel 1945 in Piazza San Rocco. In primo piano, si riconoscono Natale Sibille, Ermanno Grande, Giuseppe Belmondo.
Anni ’50: Villar Dora nel 1955 è ridiventata comune autonomo. Ecco la nuova Casa del Comune
Anni ’50: Il negozio di Marcella Bonaudo in Piazza San Rocco. Il signore ritratto nella foto è Vittorio Bonaudo (1895-1965)
1955: La Banda Musicale in piazza al concerto di Santa Cecilia
Anni ’60: La piazza con la prima fontana
Anni ’70: La piazza con la seconda fontana, inaugurata dal sindaco Giverso
Anni ’80: Vecchia immagine di Casa Bonaudo
Anni ’90/2000: Il Municipio in anni recenti, prima degli ultimi rifacimenti
2014: Piazza San Rocco com’è adesso
2014: Vista del castello
2014: Il lato ovest della piazza
2014: Corteo in piazza
2014: Piazza San Rocco com’è oggi
2014: Casa Bonaudo sul lato sud della piazza
2014: Piazza San Rocco com’è oggi
2014: Vista di piazza S. Rocco dagli spalti del castello
2014: Attuale palazzo del Comune
2014: Attuale palazzo del Comune

Panorami

Fine ‘800: Dipinto a olio guardando dalla finestra del primo piano del castello. L’opera fu realizzata alla fine dell’Ottocento da Enrico Antonielli d’Oulx
2014: Prospettiva attuale del dipinto a olio
Anni ’30: In questa vecchia veduta dal Ròc dla Mata si scorgono case signorili con grandi arcate ellittiche, tipiche del paese. In primo piano le case di Borgata Baratta
1936: Veduta dal Ròc dla Mata. Sulla sinistra della foto si notano ancora i terrazzamenti per la coltura della vite. Nel suo complesso l’immagine denota un territorio assai più brullo di adesso. Questa cartolina fu spedita da Villar Dora all’allora venticinquenne soldato Renzo Borgione, inviato in Africa Orientale durante la guerra d’Etiopia. Renzo era un musicista e non aveva alcuna attitudine bellica, ma fu mandato a combattere per forza, come molti suoi coetanei. Ebbe la fortuna di ritornare, recando con sè, oltre alle lettere e cartoline come questa, un diario dove aveva annotato tutta la crudezza della guerra.
1958: Veduta dal Ròc dla Mata
2014: Veduta dal Roc dla Mata
Anni ’20: Al centro del paese, ampi spazi coltivati
Anni ’40: Panorama con poche case e molti frutteti
2014: Panorama dalla Seja
Anni ’30: Vecchia veduta verso ovest dai confini con Almese. La collina della seja appare assai brulla
Anni ’60: Guardando verso la Sacra di San Michele, la collina della Seja. Il campanile adesso presenta l’orologio su tutte le facciate, come voluto dal parroco Don Viberti. L’immagine è in falsi colori (i “peschi” sono in realtà ciliegi colorati di rosa)
2014: Veduta attuale dai confini con Almese verso la Sacra di San Michele

Piazza del Rio

La vecchia piazza era molto più piccola di quella attuale ed era attraversata dal rio Vindrola, sul quale c’era un ponte da cui partivano via Suppo e la strada verso borgata Calliero.

Nel 1949 la piazza fu ampliata con la copertura del Rio. La fontana al centro venne accostata al muro di cinta della casa Bruno (a sinistra) dove rimase attiva fino alla costruzione dell’attuale lavatoio negli anni ’60. I lavori vennero effettuati dai cittadini stessi con il sistema delle “reuide” (corvées). Ogni cittadino, volontariamente, si impegnava a prestare, per lavori di pubblico interesse, un certo numero di giornate lavorative.

L’edificio della cappella sconsacrata, ristrutturato nel 1974 e poi venduto, attualmente è abitato. La costruzione a forma di parallelepipedo adiacente al muro serviva come sedile per i contadini che si fermavano a riposarsi mentre trasportavano le pesanti gerle colme di foglie o di fieno sulle spalle.

Sul lato nord della piazza sorge casa Bruno. Risalente al XVII secolo, essa prende il nome dal Dott. Felice Bruno (1847-1925) che fu per molti anni medico di Villar Dora. L’ultimo piano della casa fu adibito, forse fin dal Settecento, all’allevamento dei bachi da seta. Una figlia del Dott. Bruno, andata in Francia, sposò un certo sig. Tropini, immigrato del cuneese, perciò la casa è nota anche come “Casa Tropini”.

Anni ’40: Gruppo di donne attorno alla fontana. Il bimbo in braccio alla mamma Piera Bessone è Uberto Franchino. Si riconoscono: Alda e Valeria Franchino, Cortesina Grisa
1946: Piazza del Rio con cappella sconsacrata e fontana
2014: Piazza del Rio oggi
1954: Gruppo di abitanti della piazza che spalano la neve nel 1954: si riconoscono Uberto Franchino, Attilio Viarengo, Piera Calliero Franchino e Valerio Franchino
Anni ’60: Tipica casa con ballatoio in Piazza del Rio. È nota come “casa Bonaudo”
2014: Aspetto odierno di casa Bonaudo
Anni ’60: Casa prospiciente piazza del Rio
2014: Veduta odierna della casa prospiciente piazza del Rio (dai giardinetti)
Anni ’60: Esterno della cappella sconsacrata
2014: Esterno della cappella sconsacrata
Anni ’60: L’affresco sovrastante l’antica cappella ritrae una Madonna ottocentesca
2014: Stesso affresco oggi, restaurato
Anni ’60: Grotta di Lourdes costruita in cartapesta da Remo Richetto in Piazza del Rio.
Anni ’70: Immagine di casa Bruno
2014: Casa Bruno al giorno d’oggi

Piloni

Anni ’60: Il pilone di Borgata Baratta
2014: Il pilone di Borgata Baratta restaurato
Anni ’90: Il pilone di S. Antonio da Padova, Torre del Colle
OGGI: Il pilone di S. Antonio da Padova dopo i restauri

Prato del pozzo (Prà do pos)

1880-1890: Forse la foto più vecchia di tutta la raccolta, perché non si vedono ancora le case lungo Via S. Vincenzo. Si vede il muro di pietra tra Prato del pozzo e Via S. Vincenzo e davanti la tipica vigna. le case appaiono tutte dotate, sui ballatoi, dei graticci che venivano utilizzati per l’essiccazione del granoturco.
1900: Foto che traguarda la casa d’angolo di Piazza San Rocco. Si vede un robusto muro e la vigna. A partire dal 1896-97 la casa in secondo piano al centro della foto venne prolungata ed è ancora oggi esistente.
1913: Si notano le case, ancora oggi esistenti, lungo il lato destro di Via S. Vincenzo, andando verso Piazza san Rocco
1931: Sono già comparse le case di Rosa Igino e delle sorelle Bonaudo (postine) sul lato sinistro di Via S. Vincenzo, andando verso la piazza. Sulla torre del castello sventola la bandiera dei coscritti del 1926
2014: Immagine attuale di Prato del Pozzo
2014: Altra immagine attuale ripresa da Prato del Pozzo

Rocca Sella

La Rocca Sella, o Monte Caprasio, è alta 1508 metri e rappresenta il punto più elevato del territorio comunale di Villar Dora. Sulla vetta è edificata una cappella votiva.

Anni ’70: La chiesetta in cima alla Rocca Sella con la statua della Madonna, edificata nel 1942 grazie a molti Villardoresi che salivano fin sulla cima portando i materiali da costruzione
1997: La stessa chiesetta dopo il restauro dello stesso anno. Essa fronteggia la Sacra di san Michele, e funge anche da rifugio sempre aperto
2014: Rocca Sella, una classica gita per i villardoresi

San Pancrazio

La cappella di San Pancrazio sorge sul pianoro della Seja. In origine, al suo posto vi era un pilone votivo a pianta quadrata, ingrandito successivamente con l’aggiunta di un secondo corpo.

Al suo interno è possibile ammirare alcuni affreschi del Quattrocento e del Cinquecento, raffiguranti la Vergine in trono con il Bambino e i Santi Giovanni Evangelista e Pancrazio. Sui muri laterali sono dipinti altri Santi, a sinistra un vescovo, forse San Giovanni Vincenzo, l’eremita della vicina Celle, già vescovo di Ravenna, e San Bernardino.

Un elemento che ci consente una datazione più precisa è rappresentato dallo stemma Provana dipinto a destra della figura di S, Giovanni Evangelista. Il tralcio di vite dei Provana è inquartato con la colonna dell’omonima famiglia romana, concessione accordata nel 1418; probabilmente fu quindi in questi anni che i Provana fecero eseguire queste pitture in onore di S. Pancrazio.

Anni ’70: La cappella di San Pancrazio
2014: Un’immagine invernale di San Pancrazio

Scuole elementari

Anni ’60: Le scuole elementari poco dopo la loro costruzione
Anni ’60: Le maestre Ermenegilda Genta e Alda Soffietti, con il Dott. Natale, il sindaco Martino Franchino e Don Viberti. Nella palestra si celebrò la festa per il pensionamento della maestra Soffietti, che venne premiata con una medaglia
Anni ’70: Festa per l’inaugurazione del monumento ai Caduti vicino alle Scuole Elementari, inaugurate nel 1959
2014: Veduta delle scuole elementari

Collina della Seja

La Seja: così si chiama quel lungo crinale dall’inconfondibile profilo, che chiude il paese sul lato occidentale. Questa collina, che si estende pressappoco da San Pancrazio a Torre del Colle, costituisce un bel balcone panoramico. Nelle giornate terse, l’occhio dell’escursionista può spaziare su tutta la media e bassa Valle di Susa, arrivando fino a Torino.

Anni ’40: Accampamento militare allestito sulla Seja durante la Seconda Guerra Mondiale. La batteria antiaerea era costruita con criteri molto avanzati e disponeva di una centrale di tiro. La corrente elettrica veniva trasportata dalla Fornace per mezzo di fili elettrici montati appesi su pali
Anni ’40: Animali da soma in forza alla batteria antiaerea sulla Seja
Anni ’40: I pali servivano per appendere i fili del telemetro, apparecchio che era utilizzato in tempo di guerra per misurare l’altezza e la velocità dei velivoli non identificati
Anni ’40: Altre strutture sullo sfondo della Sacra
Anni ’40: Costruzioni militari sulla sommità della collina
2014: La Sacra di San Michele vista dalla collina della Seja
2014: Radura sulla collina della Seja
2014: Delle ex strutture militari sulla destra rimangono pochissime tracce

Torre del Colle

La Torre, dai merli guelfi, fu edificata alla fine del XIII secolo. Ha la porta d’ingresso a sei metri da terra e vi si entrava con una scala a mano, che poi i difensori ritiravano all’interno.

La Torre del Colle poteva segnalare l’avvicinarsi del nemico al Castello perchè comunicava per via ottica (con segnali fatti col sole riflesso e col fuoco) tanto con il Castello di Condove e di san Giorio che con la Torre di Buttigliera.

Ai suoi piedi sorgeva la Chiesetta romanica di san Lorenzo, ormai scomparsa. Nel “Dizionario Statistico-Geografico degli Stati Sardi del Casalis (edito nel 1854) a pag. 489 del vol. XXV alla voce Villar Almese si legge: “…In altro sito avvi una torre antichissima e poco lungi da essa veggonsi alcuni ruderi di un edificio, che secondo una local tradizione, era un tempio del gentilesimo“.

Trattasi in realtà di una antichissima cappella che sorgeva sul Colle, tra la Torre e la “strada vetera”, la vecchia strada delle Gallie che di qui scendeva a Novaretto, ricordata nel documento del 21 agosto 1287, dove è chiamata la vecchia chiesa “de Sancto Laurencium”, fatta risalire da alcuni studiosi ad epoca decisamente anteriore al Mille ed alla costruzione della vicina Torre.

Secondo un’antica leggenda, tra la Torre del Colle ed il castello esiste un passaggio sotterraneo, a metà del quale sasrtebbe stato sistemato un ampio locale, la cosiddetta “stanza del tesoro”, che da secoli è in attesa del suo scopritore…

Anni ’40: Vecchia immagine della Torre del Colle tra le vigne
2014: Torre del Colle dalla stessa prospettiva della foto precedente
Anni ’60: Vecchia immagine della Torre del Colle tra peschi e vigne
2014: Torre del Colle con le vigne. La vegetazione si è però infoltita, come del resto è avvenuto in tutta la valle, con il progressivo abbandono delle coltivazioni

Asilo vecchio

1931: Bimbi dell’asilo
1941: Bimbi dell’asilo. Si riconoscono: Claudio Vindrola, Elio Calliero, Lucilla Coletto, Anna Baratta, Ester Franchino, Carla Calliero, Eraldo Coletto.
Anni ’60: Suor Claudina con i bimbi della Prima Comunione il giorno del Corpus Domini
Anni ’80: Il Gruppo Anziani davanti all’ex asilo
2014: Veduta attuale del cortile dell’asilo vecchio

Via Almese

Anni ’10: Vecchia immagine di Via Almese
Anni ’20: In primo piano a destra la casa della famiglia Catti e quella della maestra Ermenegilda Genta
2014: Stesso tratto di via Almese
Anni ’20: Via Almese fiancheggiata sul lato sinistro dalla “Leja” e dal campo sportivo. In fondo alla strada si vede la croce dell’oratorio. A destra, la casa di Carolina Buggia in Coletto.
2014: Via Almese e la “Leja”
Anni ’30: Via Almese con muraglioni del Castello. Non c’erano case sul lato destro della via, andando verso Almese, ma solo grandi prati. Il castello presenta anche una torretta (forse un fotomontaggio). Il basamento in pietra è ancora conservato nel cortile del Castello.
2014: Via Almese. Dalla stessa posizione i muraglioni del Castello non s’intravedono più
1945: Corteo nei primi giorni dopo la Liberazione
1945: Primi cortei dopo la Liberazione. In prima fila: Rinaldo Franchino, Ermanno Grande, Franco Coletto, a destra Natale Sibille. Il CLN di Villar Dora fu originariamente costituito da Giuseppe Albertone (PSI), Edoardo Ferrero (PCI), Marco Blandino (DC) e Oreste Maritano (PLI). Non vi era rappresentato il Partito d’Azione
2014: Stesso tratto di via Almese, ma diverso corteo…
1948: Processione in onore della Madonna Pellegrina: in primo piano, la Banda Musicale e la Congregazione delle Figlie di Maria (vestite di bianco). Nella Banda si riconoscono: Franchino Martino, Perotto Giuseppe, Morando Mario, Ferrero Ferruccio, Blandino Vincenzo, Pralavorio Luigi, Grande Bruno e Gaudenzio.
2014: Stesso tratto di via Almese dove un tempo passava la processione
Anni ’60: Cappella delle Crocette, quasi al confine con Almese. È dedicata a N.S. Addolorata. Venne restaurata nel 1665 (di quest’epoca dev’essere l’affresco sopra l’altare, con stemma Provana) e praticamente rifatta all’inizio del ‘900. Come le cappelle di S. Lorenzo, S. Pancrazio e S. Rocco, anche quella “delle Crocette” apparteneva alla “Comunità”
2014: Cappella delle Crocette
Anni ’50: Al via i lavori per la costruzione della Circonvallazione della Provinciale del Col del Lys
2014: L’attuale incrocio con la Provinciale del Col del Lys

Via Fortunato Perino

Inizio ‘900: La famiglia Margaira in via Fortunato Perino
2014: Scorcio attuale di via Fortunato Perino

Piotere

Le Piotere costituiscono una vasta zona agricola nella parte occidentale del paese, ai piedi della collina della Seja.

Anni ’80: Via Piotere con i ciliegi in fiore vista dall’incrocio con il Pilone andando verso la Torre del Colle
2014: Stessa vista: il paesaggio è rimasto pressoché immutato
Anni ’80: Piotere: vista con i ciliegi in fiore, guardando verso il Pilone
2014: Prospettiva attuale della foto precedente: anche qui pare tutto immutato

Ca’n Borgion

Questa antica borgata era un tempo sede del forno per il pane. Era delimitata a nord da Borgata Richetto, ad est dal Rio Vindrola (poi ricoperto per costruire via Roma negli anni ’60), a sud dal prato di Cento Fré, e ad ovest dalla strada che conduce a borgata Suppo. Al giorno d’oggi non è rappresentata nella toponomastica ufficiale, ma presenta la numerazione civica in continuità con borgata Richetto.

Anni ’40: Gruppo di Villardoresi a Ca’n Borgion. Si riconoscono in alto: Gemma, Daria e Ines; sotto: Renzo, Lucilla e il piccolo Leo Borgione
1957: Il prato di Cento Fré, sul lato destro del Rio Vindrola, oggi interrato sotto Via Roma. La fotografia è stata scattata da Cesare Re.
2014: Scorcio attuale della zona ripresa nella foto precedente. Sulla sinistra, fuori dal campo visivo, è situata l’attuale via Roma. In questa parte del paese, a partire dagli anni ’60, sono sorte numerose case.

Via Sant’Ambrogio

Prima del 1912: Il vecchio ponte in legno sulla Dora, prima che fosse costruito l’attuale ponte in muratura
2014: L’attuale ponte in cemento armato sulla Dora, costruito dalla ditta Oreste Pollino nel 1912
Anni ’20: Via S. Ambrogio. A destra c’è la casa della famiglia Margaira. Sulla sinistra, tra gli alberi, la casa della famiglia Grande. L’uomo in primo piano, con la bicicletta, è Bonifacio Margaira. Lui e Amedeo Borgione furono i primi cittadini villardoresi a possedere una bicicletta alla fine dell’800. La signora è Luigia Borgione, moglie di Bonifacio
2014: Via S. Ambrogio dalla stessa prospettiva della foto precedente
1971: La Filarmonica G. Perotto sfila in Via S. Ambrogio. Al centro del paese c’era il benzinaio Walter Ferrero. In primo piano, con la bandiera, Nello Franchino. Si riconoscono: Doriana Alemanno, Anna Morando, Rita Regaldo, Michelino Grande, Aldo Calliero, Luciano Lazzarini, Uberto Franchino e Osvaldo Ferrero
2014: Vista attuale della foto precedente

Via Sant’Anastasio

Nella prima immagine si vede il corteo per i festeggiamenti del restaurato Comune di Villar Dora nel 1955. Occorre ricordare che nel 1928 il governo fascista aveva avviato un processo di accorpamento tra piccoli comuni. Villar Dora fu una delle vittime di questo provvedimento.

Nell’immediato dopoguerra, il desiderio dei Villardoresi di ridivenire Comune autonomo venne tradotto in realtà da un Comitato composto da Martino Franchino, Giuseppe Coletto, Don Oreste Caramello, Felice Richetto, Gaspare Coletto, Edoardo Ferrero, Mario Richetto, Giuseppe Ferrero, Crescentino Grande, Ladino Adorno.

Il Comitato iniziò ad operare nel 1947, ma soltanto nel 1953 divenne possibile ristabilire i comuni soppressi dal regime fascista minori di tremila abitanti, come Villar Dora. Furono necessarie attive pressioni del Comitato perchè si giungesse, l’11 aprile 1955, alla firma, da parte del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, del decreto n. 499 che recitava: “È ricostituito il Comune di Villar Dora”.

Nel corteo che sfilò per le vie del paese per celebrare l’avvenimento, c’erano le bandiere della Società Cooperativa portata da Fedele Borgione, quella della locale sezione del PCI, portata da Ettore Ferrero e quella del PSI, portata da Michele Gallo. Seguiva la bandiera della Banda Musicale che vediamo in questa foto. Si riconoscono: Giuseppe Perotto, Franchino Remo, Ferrero Ferruccio e Franchino Martino e Blandino Vincenzo. Portabandiera: Baratta Giovanni.

1955: Corteo per i festeggiamenti del restaurato Comune di Villar Dora
2014: Via S. Anastasio
Anni ’40: La Croce ed il portone dell’ex casa del fattore della parrocchia. Sul campanile non c’è ancora l’orologio rivolto verso Almese
2014: Prospettiva attuale della foto precedente

Vicolo Genta

Anni ’40: Gruppo di persone nel vicolo Genta
Anni ’40: Gruppo di persone nel vicolo Genta (sorelle Ferrero)
1944: Battesimo nel Vicolo Genta
Anni ’60: Trebbiatura del grano in vicolo Genta
Anni ’60: Altra immagine della trebbiatura
2014: Vicolo Genta
2014: Entrata di vicolo Genta

Nota: il presente album fotografico proviene dall’archivio del Gruppo Culturale Villardorese. Non è consentito estrarre, riprodurre o modificare le immagini presenti in questa pagina web in mancanza di assenso da parte del Gruppo Culturale Villardorese. Per informazioni è possibile un’e-mail all’indirizzo info@villardora.org.org